fbpx

Mabella – Febbraio 2016 – Tiziana Scarpati Master Educator

Arredamento, colori, luci, fragranze, raccontano molto dell’Istituto di bellezza e del centro nail, sono elementi che lo caratterizzano, rendendolo unico. Ma se si desidera veramente fidelizzare un cliente, e alimentare il prezioso strumento del passa parola per aumentare il business, è necessario che siano garantite professionalità, sicurezza e igiene.

In questo articolo affrontiamo il tema della sterilizzazione, e di quanto sia importante nel lavoro di una onicotecnica. Prendersi cura delle bellezza delle unghie, infatti, è un’appassionante arte non scevra da rischi.

manicure-ferrara1Sul fronte dell’igiene, la sterilizzazione degli strumenti utilizzati è uno degli aspetti più importanti per garantire la sicurezza di ogni professionista e, ovviamente, anche del cliente che si affida ai suoi servizi, ma il rispetto delle norme igieniche deve essere affrontato con competenza e consapevolezza e soprattutto seguendo i dettami delle leggi vigenti in materia.

Al termine di ogni trattamento nail (su mani e piedi), gli strumenti utilizzati vanno necessariamente sterilizzati per distruggere eventuali batteri, virus, spore, funghi e altri microrganismi patogeni che potrebbero trasmettere infezioni al cliente successivo o all’operatore stesso.

I rischi sono molteplici, basti pensare che il 3% della popolazione italiana è affetta da epatite C e quindi, su trenta persone che entrano in Istituto, statisticamente, una potrebbe essere portatrice di quella patologia.

L’epatite C si trasmette per via ematica ma, il fatto che lo strumento utilizzato per il lavoro sull’unghia appaia privo di tracce di sangue non deve tranquillizzare, basta anche una piccola quantità di liquido infetto, non visibile a occhio nudo, per veicolare il virus. I soggetti più esposti sono gli operatori stessi, che maneggiano quotidianamente gli strumenti, ma non bisogna sottovalutare il rischio di infezioni incrociate (con il termine infezioni crociate ci si riferisce alla trasmissione di malattie infettive da un cliente all’altro; se un estetista esegue un trattamento a una persona malata e usa gli stessi attrezzi sul cliente successivo, puo’ contagiarlo).

Inoltre, bisogna ricordare che esistono malattie infettive, come verruche o micosi, che si trasmettono per contatto diretto o indiretto senza scambio di sangue.

Ma quali strumenti vanno necessariamente sottoposti   al processo di sterilizzazione?

La risposta è tutti !

Cosa dice la Legge

La corretta sterilizzazione degli strumenti estetici è un obbligo di Legge ai sensi del decreto legislativo 81/2008. Questo decreto impone ai titolari di centri estetici di redigere un documento che contenga la valutazione dei rischi per la salute (D.V.R.) durante l’attività lavorativa e l’indicazione delle misure adottate per prevenirli. Tali misure preventive devono essere periodicamente aggiornate, ogni Istituto di bellezza è obbligato ad avvalersi delle apparecchiature scientificamente e tecnologicamente più avanzate per raggiungere il miglior standard di sicurezza possibile. Nella relazione sui provvedimenti adottati per prevenire i untitledrischi da infezioni, ogni estetista è tenuta a descrivere con precisione l’intero protocollo di sterilizzazione praticato nel proprio centro, in caso di controllo da parte di Asl o Nas deve esibire tale documento e mostrare gli sterilizzatori di cui dispone, con le relative certificazioni.

Le inadempienze vengono punite con una sanzione pecuniaria e con la sospensione dell’attività lavorativa in attesa che l’istituto si metta a norma.

Apparecchiature

Per rispettare le disposizioni legislative vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ogni centro estetico è obbligato a dotarsi degli sterilizzatori scientificamente e tecnologicamente più evoluti. Attualmente quali sono gli apparecchi più all’avanguardia? Senza dubbio le autoclavi, dispositivi impiegati anche in ambito ospedaliero che garantiscono la massima sicurezza perché distruggono tutti i microorganismi, patogeni e non, sfruttando l’azione del vapore saturo, inoltre, sono semplici da usare e anche molto veloci: un ciclo di sterilizzazione dura 15-20 minuti.

E’ l’Ispesl Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro a indicare le autoclavi a vapore come gli apparecchi più efficaci e sicuri per la sterilizzazione, gli altri macchinari esistenti in commercio, come le sfere di quarzo, le stufette a secco o i raggi UV non sono altrettanto idonei. Le sfere di quarzo e i raggi Uv non sono neppure certificati per la sterilizzazione, mentre le stufette a secco danneggiano gli strumenti, hanno tempi di trattamento molto lunghi e non forniscono prove documentali dell’avvenuta sterilizzazione.

Infine, i prodotti chimici come l’acido peracetico oltre a provocare danni da contatto e da inalazione, non consentono di verificare se il processo di sterilizzazione è avvenuto in modo corretto.

Classe e qualità

Le autoclavi si differenziano in tre classi (N, S, e B) a seconda del tipo di carico che sono in grado di sterilizzare. Prima di effettuare l’acquisto, l’estetista deve informarsi sulle caratteristiche di ciascuna classe e quindi scegliere in base alle proprie esigenze.

Dotarsi della giusta autoclave non basta per tenere alla larga dal proprio centro i rischi di infezione, infatti per sterilizzare gli strumenti correttamente, bisogna seguire un protocollo ben preciso, omettendo qualche passaggio fondamentale a livello di igiene e lavorando in modo approssimativo, si rischia di invalidare l’intero processo. In commercio esistono tantissime aziende che distribuiscono autoclavi per l’estetica professionale.

Come distinguere i prodotti di qualità da quelli meno affidabili? Fondamentalmente bisogna verificare che le apparecchiature siano coperte da garanzie e rispettino gli standard di sicurezza ed affidabilità imposti dalla legge.over ned

Come scegliere l’autoclave adatta al proprio centro

  1. Classe N: è la più semplice e più economica, sterilizza strumenti solidi ferrosi piani e termoplastici, non è adatta a corpi cavi, carichi porosi o tessili, strumenti imbustati ed è indicata per un piccolo centro estetico.
  2. Classe S: di livello intermedio tra la N e la B, le sue caratteristiche non sono rigidamente definite dalla normativa ma vengono determinate dal singolo costruttore, pertanto, due autoclavi di classe S possono avere prestazioni molto diverse l’una dall’altra.
  3. Classe B: rappresenta il top e permette la sterilizzazione di qualsiasi tipo di carico sia imbustato che non, questa è la soluzione eccellente per il centro benessere che aspira al successo senza compromessi.

Consigli

  • In tutte le fasi è consigliato indossare quanti antitaglio, mascherina e camice.
  • L’igiene si ripercuote fortemente sulla qualità dei trattamenti che, per questo, richiedono la massima attenzione. La qualità dei guanti monouso deve essere ottima per evitare che si sbriciolino durante il trattamento. Si suggeriscono quelli in lattice.
  • Un eccellente centro estetico deve prediligere quanti monouso a quelli personalizzati
  • Per lime, spingipelle, piccoli strumenti, meglio optare sull’usa e getta. Lo stesso discorso vale anche per le ciabatte, da fornire al cliente in formato monouso, per far si che non cammini a piedi nudi nel centro.
  • A maggior tutela della sicurezza e dell’igiene del cliente, custodire in un contenitore personalizzato le lime e i cilindri delle frese usati per quel soggetto.
  • Tenere sempre ben presente che non basta spruzzare un disinfettante per eliminare i batteri dalle lime.
  • Tra una cliente e l’altra procedere con una pulizia regolare della postazione di lavoro, usando un prodotto fungicida e battericida.
  • Per i trattamenti mani e piedi, ci sono clienti che presentano micosi a livello delle unghie, quindi possono presentarsi delle reazioni cutanee in seguito a trattamenti sbagliati.
  • Le allergie sono sempre più frequenti, esistono rischi di funghi e traumi permanenti della lamina ungueale, perché non si seguono corrette norme igieniche.

Da sapere

  • Smalti e gel non possono essere contaminati da microorganismi perché essendo privi di acqua non favoriscono proliferazioni batteriche.
  • I prodotti professionali per la cura delle unghie (smalti, lacche, gel) sono a base di solventi organici che, insieme ad additivi e coloranti, impediscono la contaminazione creando un ambiente asettico, nonostante il prodotto venga utilizzato su più soggetti.
  • I prodotti professionali non contengono acqua, ma sono composti in maggioranza da solventi organici che distruggono rapidamente i microbi, questo è sufficiente per spiegare perché possono essere utilizzati in maniera sicura su più persone e perché non necessitano di conservanti.

 

Carrello

Nessun prodotto nel carrello.